Da concetto astratto a strumento per la competitività delle PMI. Il racconto di una giornata tra visioni strategiche e soluzioni tangibili nel laboratorio del Digital Automation Lab.
“L’AI nella nostra fabbrica sarà veramente utile o è solo il trend del momento?“
È con questo interrogativo – tanto legittimo quanto diffuso tra operation manager, tecnici e direttori operativi – che si è aperto l’evento “AUTOMAZIONE FLESSIBILE. Dalla Visione all’Azione, grazie all’AI”, svoltosi giovedì scorso presso il nostro Digital Automation Lab.
L’obiettivo della giornata era chiaro fin dal principio: mettere da parte la teoria per fornire risposte tangibili e confrontarsi su come l’Intelligenza Artificiale stia già supportando i processi produttivi reali. Non abbiamo parlato del futuro, ma dell’Oggi.



Il vero Cambio di Prospettiva. Dalla Digital alla Physical AI
Durante l’evento, i partecipanti hanno assistito a ciò che accade quando l’Intelligenza Artificiale smette di essere un concetto astratto e “scende” letteralmente in linea di produzione.
Oggi le PMI non cercano più solamente la tradizionale automazione meccanica.
Il mercato richiede flessibilità e velocità di analisi per anticipare i competitor senza aumentare i rischi aziendali. Il messaggio emerso dai panel è stato inequivocabile: l’AI, se integrata in modo intelligente con il know-how dell’azienda, non è arrivata per sostituire le persone, ma per amplificarne le capacità.
L’Experience Area: innovazione da toccare con mano
Il vero cuore pulsante dell’evento è stata senza dubbio la nostra Experience Area. Nessun intervento teorico frontale, ma mini-demo pratiche che hanno innescato confronti di altissimo valore.

I partecipanti hanno avuto il coraggio e la curiosità di “sporcarsi le mani”, testando soluzioni concrete e funzionanti. Di fronte alle tecnologie applicate da Blulink, Awentia, Liv4.ai, Mosaico, NESS SRL, OMRON Group e Robotizr, le domande si sono fatte subito operative: “Quanto tempo risparmierei? Quanto costa implementare? Funziona veramente con i nostri processi?”
Chi ha testato queste soluzioni ha capito concretamente come fare il salto di livello, integrando l’AI per:
– Ottimizzare la gestione della qualità nei processi manifatturieri.
– Trasformare i dati in decisioni strategiche immediate.
– Prevedere le anomalie prima ancora che si verifichino sulla linea di produzione.
Tutto questo si è tradotto in un networking autentico: dimenticati i freddi scambi di bigliettini da visita, si sono create connessioni reali tra professionisti pronti a innovare.



Un ringraziamento ai protagonisti
Un evento di questa portata non sarebbe stato possibile senza il contributo di chi ci ha messo la faccia.
Un ringraziamento speciale va al nostro moderatore, Paolo Scarabelli, che ha saputo guidare brillantemente il confronto.
Ai relatori che hanno condiviso la loro visione
Andrea Parmeggiani, Cristian Secchi, Giacomo Piccinini, Matteo Giunchedi, Davide Borghi e Bernhard Konzet.
Ai partner strategici che hanno supportato l’iniziativa:
ARC Advisory Group Inc., Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e Tetra Pak.
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Un dato è emerso forte e chiaro da questa giornata: l’AI nel manifatturiero non è più una promessa. È già ora lo strumento fondamentale per supportare le decisioni e massimizzare l’efficienza dei processi produttivi. I vostri competitor, probabilmente, lo sanno già.
La vera domanda da farsi ora è solo una: se domani mattina poteste introdurre l’AI nella vostra produzione, quale processo ottimizzereste per primo?



